< Back

Cosa ha portato a un aumento dei prezzi di luce e gas così esponenziale?

30 giu 2022

È ormai quasi un anno che sui mercati energetici si è abbattuta una vera e propria “tempesta perfetta” che ha portato ad aumenti mai registrati prima per le bollette di luce e gas. I motivi sono diversi e sono stati determinati dalla congiuntura di vari fattori concretizzatisi in un aumento esponenziale del prezzo del gas naturale che, come vedremo, si è poi scaricato anche sui prezzi dell’elettricità.

Dopo anni in cui il prezzo del gas all’ingrosso si è sempre mantenuto al di sotto dei 30 euro/MWh, con prezzi minimi raggiunti nel 2020 a causa della riduzione dei consumi dovuti alla pandemia, da giugno 2020 in avanti la crescita è stata esponenziale e, di fatto, incontrollata.




Fonte: Yahoo! finance


Un primo picco si è raggiunto ad ottobre 2021 e un nuovo record a dicembre dello stesso anno. Questi aumenti sono stati determinati dalla ripresa dei consumi a livello internazionale e della produzione industriale post-pandemia, in primis in Cina e India i cui governi hanno opzionato enormi quantitativi di gas a tal fine.

A quanto scritto fino ad ora si è inoltre aggiunto l’aumento dei costi della CO2. Il meccanismo ETS - Emissions Trading System, il sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra che rappresenta il principale strumento per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2, stabilisce un tetto massimo di emissioni che ogni comparto industriale deve rispettare. Chi sfora questo tetto deve acquistare “crediti di CO2” proprio sul mercato ETS. Purtroppo, avendo creato di fatto un mercato finanziario dei crediti di CO2, la speculazione ha fatto la sua parte.


Dopo un inizio 2022 in cui si iniziava ad intravedere la luce in fondo al tunnel, lo scoppio della drammatica guerra in Ucraina ha aggravato ulteriormente la situazione facendo emergere la dipendenza dell’Europa, e dell’Italia in particolare, dal gas russo. A marzo di quest’anno si è quindi raggiunto il nuovo record storico del prezzo del gas che ha superato come quotazione TTF, l’indice di riferimento olandese, i 225 euro/MWh, superando di 10 volte la media di prezzo degli anni precedenti.

L’aumento del prezzo di riferimento del gas naturale ha poi, come dicevamo, trascinato con sé anche i prezzi all’ingrosso dell’elettricità. Questo è dovuto al fatto che, in Italia, ancora buona parte della produzione elettrica (circa il 40%) avviene tramite il gas utilizzato nelle centrali turbogas. Come si può notare, infatti, dal grafico successivo, anche per il PUN (Prezzo Unico Nazionale) gli aumenti sono stati drammatici con un prezzo medio passato dai 60 euro/MWh tra il 2004 e il 2020 ai 120 euro/MWh del 2021 e ai quasi 250 euro/MWh per i primi sei mesi del 2022.



Fonte: GME


Ovviamente questi aumenti sono stati direttamente scaricati sulle bollette degli italiani e in particolare dei clienti del Mercato Tutelato i cui prezzi di riferimento, fissati trimestralmente dall’ARERA, sono praticamente raddoppiati nel secondo trimestre 2022 rispetto allo stesso trimestre 2021 per quanto riguarda la luce e aumentati del 70% quelli del gas (e ancora peggio era andata nel primo trimestre) e questo nonostante i quasi 35 miliardi stanziati dal Governo per contrastare il caro energia.


Non è andata molto meglio ai clienti del Mercato Libero. In questi mesi abbiamo infatti assistito a due fenomeni preoccupanti: la scomparsa dai listini delle offerte a prezzo bloccato (eccetto quelle in cui i prezzi sono fissati a valori altissimi) e le modifiche unilaterali che hanno trasformato quasi tutti i contratti precedenti a prezzo bloccato a prezzi indicizzati.


Il quadro generale di rincari non può che aggravare la già difficile situazione di coloro che si trovano in condizioni di povertà energetica. I consumatori più vulnerabili hanno potuto fino ad ora beneficiare di stanziamenti governativi più ampi grazie all’aumento della quota erogata tramite i bonus sociali ma queste misure tampone non potranno durare ancora per molto. Per questo motivo è necessaria una ridiscussione profonda dei mercati energetici e delle modalità di formazione del prezzo con la messa a terra di riforme strutturali, non solo a livello nazionale ma anche europeo. E’ necessario lo sviluppo di un nuovo modello di consumo che privilegi la centralità del cliente, soprattutto di quelli vulnerabili, con il potenziamento degli strumenti di aiuto diretto (bonus sociale) e indiretti (comunità energetiche ed efficienza energetica delle case in primis).