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Progetto CircE – Indagine sulla povertà energetica

24 nov 2025

Il 30 ottobre si è tenuto a Roma l’evento conclusivo del progetto CircE (Circular Energy & Circular Economy), che ha coinvolto tre associazioni dei consumatori (ADOC, U.Di.Con e UNC), esperti, istituzioni e operatori territoriali in attività dedicate alla prevenzione della povertà energetica e alla promozione di comportamenti sostenibili. In questa cornice, Fondazione di Vittorio ha presentato l’indagine “Uno spaccato sulla povertà energetica, risultati dell’inchiesta condotta presso gli sportelli “CircE”. Lo studio fotografa una realtà segnata da vulnerabilità economiche diffuse, abitazioni con scarsa efficienza energetica e una quota rilevante di famiglie che sono in difficoltà nel sostenere le spese per l'energia.


I risultati indicano che quasi un terzo dei nuclei familiari intervistati vive in condizioni di disagio economico, con particolare incidenza tra anziani soli, famiglie numerose e nuclei con minori.

La povertà energetica, misurata su base soggettiva, riguarda il 15,8% del campione. Essa è associata alla condizione economica e alla qualità energetica delle abitazioni: più di metà dei poveri energetici vive in case non efficientate.


Il bonus energia, pur avendo raggiunto un quinto dei rispondenti, non ha avuto un impatto risolutivo: un terzo dei beneficiari si trova ancora in povertà energetica e una quota significativa dichiara che il beneficio economico è stato trascurabile.


L'inchiesta mostra infine che i comportamenti di risparmio energetico sono diffusi soprattutto tra le famiglie più fragili, spesso per necessità, mentre la propensione ad investire per aumentare l'efficienza dei consumi energetici è maggiore tra le famiglie più abbienti. Rimane forte l'interesse per i servizi di informazione e di assistenza: oltre due terzi degli intervistati li considera utili, in particolare i poveri energetici rispetto alla consulenza su bonus, sulle tariffe e sulle pratiche burocratiche.

 

 

Risultati principali

 

Campione: 2.673 questionari validi, raccolti in 32 sportelli; oltre metà dei rispondenti proviene dal Mezzogiorno.

 

Profilo socio-economico:

  • 31,2% in condizione di disagio economico;

  • 13,0% in condizione "borderline";

  • Disagio più elevato tra anziani soli, famiglie numerose e nuclei con minori.

 

Abitazioni:

  • 59,9% in proprietà, 27,8% in affitto;

  • 53,7% efficientate, 29,7% non efficientate, 16,6% non determinabili;

  • La quota di case non efficientate cresce tra gli affittuari, gli anziani soli e chi ha basso titolo di studio.

 

Povertà energetica:

 

Evidenze descrittive

  • 15,8% dei rispondenti (423 famiglie);

  • Più alta nel Nord Ovest (22,2%) e nei piccoli comuni (22,8);

  • Colpisce soprattutto chi ha solo la licenza media, gli anziani soli e le famiglie con minori.


Determinanti della PE

  • La condizione economica è il fattore più rilevante: le famiglie in difficoltà hanno una probabilità molto più alta di trovarsi in povertà energetica;

  • La qualità e l'efficienza termica delle abitazioni incidono in modo decisivo: case poco isolate o con impianti obsoleti aumentano il rischio;

  • Vivere in piccoli comuni accresce la vulnerabilità, anche a causa di minori opportunità di intervento e servizi disponibili;

  • La proprietà dell'abitazione rappresenta un fattore protettivo: gli inquilini hanno maggiori difficoltà a intraprendere lavori di riqualificazione;

  • Il livello di istruzione universitario si associa a un rischio più basso, confermando il ruolo della dimensione culturale e informativa;

  • La povertà energetica non dipende solo dai prezzi dell'energia, ma dal combinarsi di fattori economici, abitativi, territoriali e sociali.

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