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Povertà energetica in Italia: il ruolo degli edifici e i dati recenti

22 nov 2025

Uno degli aspetti principali emersi durante lo scorso evento tematico riguarda il ruolo degli edifici nella povertà energetica. La scarsa efficienza energetica delle abitazioni è infatti una delle cause principali del fenomeno: determina sia il consumo di energia necessario sia l’incidenza dei costi sulla famiglia.


Gli edifici costruiti tra gli anni ’60 e ’80 presentano spesso prestazioni energetiche basse, impianti datati e isolamento insufficiente. Le famiglie a basso reddito che li abitano si trovano così a dover sostenere bollette elevate, con ripercussioni sul comfort e sulla salute. Al contrario, gli edifici più recenti, costruiti dopo gli anni ’90, hanno generalmente prestazioni migliori e riducono il rischio di povertà energetica.


Il tema della povertà energetica estiva (“cooling poverty”) è ormai centrale: con l’aumento delle temperature e la frequenza delle ondate di calore, gli edifici poco isolati diventano rischiosi per anziani e persone con patologie cardiocircolatorie, soprattutto durante la notte. Ambienti interni troppo caldi incrementano lo stress fisico e il rischio di malattie.


Le analisi dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE) mostrano come sia possibile mappare il rischio di povertà energetica a partire dagli attestati di prestazione energetica degli edifici. In Emilia-Romagna, ad esempio, circa il 40% degli edifici costruiti tra gli anni ’60 e ’80 è classificato come “a rischio”: le famiglie che li abitano hanno più probabilità di trovarsi in difficoltà economica legata ai consumi energetici.


Queste mappature permettono di identificare i cosiddetti “poor buildings” e di pianificare interventi mirati:

  • Manutenzione e aggiornamento degli impianti di riscaldamento e climatizzazione;

  • Isolamento termico e sostituzione di infissi;

  • Interventi finanziati da strumenti come Superbonus, Ecobonus o, dove possibile, incentivi locali, con particolare attenzione alle famiglie più vulnerabili.


L’evento ha inoltre sottolineato la necessità di una politica di prossimità, che vada a “porta a porta” per valutare lo stato degli edifici e delle famiglie, considerando anche le abitudini di utilizzo che possono aumentare rischi di muffa o malfunzionamento degli impianti.

In sintesi, la povertà energetica in Italia non dipende solo dai costi dell’energia o dal reddito: la qualità degli edifici gioca un ruolo cruciale, determinando l’entità dei consumi, il comfort interno e la salute degli occupanti. Conoscere e intervenire sui “poor buildings” è quindi fondamentale per ridurre concretamente il fenomeno.

 

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