Povertà energetica e vulnerabilità intrecciate: le principali riflessioni dagli ultimi eventi EPAH

1 mag 2026
Ad aprile, l’Energy Poverty Advisory Hub (EPAH) ha organizzato due eventi complementari dedicati al tema delle vulnerabilità interconnesse nella povertà energetica, mettendo al centro un approccio intersezionale per comprendere meglio le esperienze vissute dalle persone e rafforzare le politiche locali in Europa.
Il 23 aprile, il 4° EPAH Practitioners’ Event ha riunito professionisti, decisori politici, ricercatori e attori territoriali per discutere di come fattori sociali, economici e abitativi si combinino nel generare vulnerabilità energetica. Il 29 aprile, il 23° EPAH Lunch Talk ha approfondito il tema dal punto di vista operativo, focalizzandosi sulle pratiche inclusive e sul coinvolgimento delle comunità.
Nel corso degli incontri è emerso con forza che la povertà energetica non può essere letta soltanto attraverso indicatori economici, ma richiede una visione più ampia, capace di considerare condizioni abitative, disabilità, responsabilità di cura, genere, migrazione e marginalizzazione sociale.
Tra i contributi presentati, grande attenzione è stata dedicata al progetto ASSERT, illustrato da Virginia Dicuonzo (AISFOR), che affronta il legame ancora poco esplorato tra disabilità e povertà energetica. Le ricerche analizzate mostrano infatti che il 24% delle persone con disabilità è a rischio di povertà energetica, mentre dati e competenze risultano spesso frammentati tra diversi uffici e servizi locali. Il progetto mira quindi a sviluppare percorsi di formazione per amministrazioni pubbliche e intermediari territoriali in cinque Paesi europei.
Altri interventi hanno evidenziato il ruolo delle comunità energetiche nel contrasto alle disuguaglianze, l’importanza di coinvolgere direttamente le persone interessate nella progettazione delle politiche e la necessità di superare approcci standardizzati che non riescono a cogliere la complessità delle vulnerabilità multiple.
Tra le principali criticità individuate dai partecipanti:
sistemi di misurazione della povertà energetica ancora poco adeguati;
difficoltà nel coinvolgere gruppi marginalizzati;
scarsa integrazione dell’approccio intersezionale nelle politiche pubbliche;
limitata cooperazione tra istituzioni e settori diversi.
Le strategie proposte includono invece:
il rafforzamento delle reti territoriali di prossimità;
lo sviluppo di indicatori multidimensionali;
la creazione di sportelli locali dedicati alla povertà energetica;
la co-progettazione delle politiche con le comunità coinvolte.
Gli eventi hanno confermato che affrontare la povertà energetica richiede strumenti più inclusivi, coordinamento tra attori locali e una maggiore attenzione alle esperienze concrete delle persone.
