Povertà energetica e confort termico

1 apr 2026
Contributo a cura di Kristian Fabbri
Gli edifici non usano energia, sono le persone a usare energia e la principale ragione è dovuta all’esigenza di riscaldare o raffrescare i locali per garantire il proprio comfort termico. L’energia, termica o elettrica, può essere usata anche per altre necessità: dall’illuminazione, all’acqua calda sanitaria, all’uso di elettrodomestici o per i trasporti, come l’automobile.
Comfort è una parola polisemantica, può significare, appunto, il comfort termico, acustico, visivo oppure la comodità, ad esempio di una sedia o di un divano, oppure la possibilità di usare dispositivi e impianti, ad esempio l’uso di elettrodomestici, dell’acqua calda o il bagno in casa, definiscono il livello di comfort o di comodità o di benessere di un’abitazione.
Il comfort termico è strettamente correlato con la povertà energetica, quale fenomeno multidimensionale, perché agire sul comfort termico, per esempio gestendo gli orari e la durata di attivazione dell’impianto di riscaldamento/raffreddamento, è una strategia adottata per ridurre il costo dell’energia.
I fattori che determinano il comfort termico sono legati alle caratteristiche fisiche dell’ambiente e della persona, in particolare l’attività svolta e il vestiario adottato, oltre all’opinione della singola persona, all’età, al genere e allo stato di salute. Gli scambi energetici e di massa tra il corpo umano e l’ambiente, inoltre, variano a seconda che siano all’interno o all’esterno degli edifici.
La “temperatura percepita”, spesso citata anche nei telegiornali durante le giornate estive, nonostante il nome – percepita sembra far riferimento a una opinione – la temperatura percepita o indica di Thom o indice di disagio è uno degli indicatori bioclimatici (non l’unico ve ne sono una quarantina) più utilizzati per allertare la popolazione durante le ondate di calore.
Infine, il comfort termico è parte delle abitudini e della cultura delle persone e delle famiglie. L’uso della borsa dell’acqua calda in inverno oppure l’avversione per l’aria condizionata in estate, sono parte di abitudini fortemente radicate e stratificate che non sempre sono salutari o dettate da ragioni contingenti.
L’incontro vuole fornire ai TED una panoramica sui fattori che influenzano il comfort termico, all’interno e all’esterno degli edifici, nei suoi risvolti fisiologici, tecnico-architettonici e culturali.
Relatore:
Kristian Fabbri, architetto, esperto in architettura sostenibile, povertà energetica, comfort urbano, microclima e monitoraggio e conservazione degli edifici storici e museali. Docente presso la Scuola di Architettura dell’Università di Bologna e presso l’Università di San Marino, con all’attivo pubblicazioni di libri e su riviste scientifiche internazionali, manualistica tecnica e riviste di settore.
K. Fabbri, Misurare l’aria. Il comfort, Mimesis Editore, 2025
K. Fabbri, Thermal Comfort Perception. A Questionnaire Approach Focusing on Children, Springer Nature, 2024
K. Fabbri, Urban Fuel Poverty, Elsevier, 2019
