Comunità energetiche e povertà energetica: strumenti europei e pratiche locali a confronto

2 mar 2026
Il 24 febbraio, nell'ambito della Comunità di Pratica di ENTRACK, si è discusso di povertà energetica e comunità energetiche rinnovabili, mettendo a confronto strumenti europei e esperienze nate dai territori.
Un supporto europeo per i Comuni: l'Energy Poverty Advisory Hub
Marco Suber (AISFOR) ha presentato EPAH, iniziativa della Commissione Europea che offre assistenza tecnica gratuita agli enti locali per affrontare la povertà energetica. La rete — 5 partner europei e 27 antenne nazionali — accompagna i Comuni in diagnosi, pianificazione e attuazione di misure concrete. È aperto fino al 31 marzo il terzo bando, che selezionerà fino a 50 candidature con un supporto specialistico di 60–150 ore. Almeno 20 progetti dovranno riguardare territori con vulnerabilità energetica grave.
Energia Nostra: una CER cooperativa nel Friuli
Nata nel 2022 a Cormons da sette cittadini, Energia Nostra è diventata cooperativa nel 2025 con 19 soci e un impianto da 10 kW attivo. Il percorso è stato lungo e difficile: burocrazia complessa, incentivi instabili, difficoltà nel mantenere i soci coinvolti. La richiesta è concreta: semplificazione amministrativa, maggiore stabilità degli incentivi e più supporto dagli enti locali.
KönCeRT: quando l'energia costruisce comunità
Nella Piana Rotaliana, in Trentino, KönCeRT ha trasformato in tre anni una piccola cooperativa in una realtà con oltre 400 soci e quasi 2 MW di impianti fotovoltaici. Il modello punta sulla coesione sociale: sportelli energia gratuiti, eventi pubblici, progetti nelle scuole. Il nodo critico resta il GSE, che blocca da due anni la redistribuzione degli incentivi, minando la fiducia dei soci.
Il messaggio che emerge
Le esperienze raccontate durante l'incontro restituiscono un quadro chiaro: le comunità energetiche funzionano. Funzionano quando c'è una visione condivisa, quando le persone si sentono parte di qualcosa, quando l'energia smette di essere una bolletta da pagare e diventa uno strumento di partecipazione e cambiamento. Ma funzionano a fatica, spesso nonostante il contesto e non grazie ad esso.
I problemi che emergono sono ricorrenti e strutturali: una burocrazia lenta e frammentata, incentivi che cambiano prima ancora di essere pienamente applicati, un GSE che accumula ritardi senza offrire risposte, enti locali che in molti casi restano alla finestra invece di farsi parte attiva. Tutto questo non scoraggia solo i promotori delle CER, ma rischia di disilludere i cittadini che si erano avvicinati con fiducia.
Eppure, proprio da questi racconti emerge anche qualcosa di più: la resilienza di chi ha continuato, la capacità di costruire reti, di trovare alleati, di trasformare gli ostacoli in apprendimento. Le comunità energetiche dal basso non chiedono privilegi, chiedono regole chiare, tempi certi e un minimo di collaborazione istituzionale.
La transizione energetica giusta non si costruisce solo con grandi impianti e obiettivi europei. Si costruisce soprattutto sostenendo chi nei territori prova a cambiare le cose con metodo, partecipazione e senso di responsabilità collettiva.
Gli incontri della CoP di ENTRACK sono uno spazio aperto di confronto tra chi lavora ogni giorno sulla transizione energetica nei territori. Per partecipare alla conversazione e restare aggiornato, e per avere più dettagli su quello che emerge, unisciti al gruppo LinkedIn: https://www.linkedin.com/groups/13146012/
