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Bollette, CER e incentivi: perché i Comuni hanno bisogno di uno sportello energia

24 feb 2026

Il 12 febbraio, durante l'incontro del progetto ENTRACK, amministratori e tecnici si sono confrontati su un tema molto concreto: come aiutare i cittadini a orientarsi tra Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), bollette, incentivi e scelte di riqualificazione, senza lasciare le persone sole davanti a informazioni frammentate e spesso difficili da interpretare.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti istituzionali dei comuni di Piano di Sorrento e Vico Equense, della regione Campania e rappresentanti di EAV (Ente Autonomo Volturno). La presenza di soggetti diversi ha dato al confronto un taglio pratico, non solo “cosa sarebbe bello fare”, ma

cosa si può davvero mettere in piedi, con quali risorse e con quali responsabilità.


La prima parte dell’incontro si è aperta con il chiarimento di cosa si intende per One Stop Shop (OSS): sportelli – fisici, online o misti – pensati per offrire in un unico punto informazioni e accompagnamento su temi energetici. L’idea di fondo è ridurre il classico percorso a ostacoli per i cittadini, che spesso devono rimbalzare tra uffici, siti, call center e professionisti diversi prima di capire da dove partire.


È stato anche richiamato il quadro delle indicazioni europee e i possibili modelli organizzativi, portando esempi di sportelli e progetti sviluppati negli ultimi anni grazie a fondi europei o iniziative locali, come OpenGela e RENOSS. Il messaggio è stato chiaro: gli OSS non sono un “extra”, ma uno strumento sempre più centrale per rendere accessibili e reali le politiche energetiche sul territorio.


Nella seconda parte Pierpaolo Romano (AISFOR) ha presentato lo Sportello Energia & Condomini di Parma, raccontandone l’impostazione e l’evoluzione. Il punto di partenza non è stato “aprire una pagina web”, ma definire obiettivi e servizi a partire dagli incontri di codesign, cioè da momenti di confronto strutturato con chi poi lo sportello lo usa o ci lavora.


Sono stati illustrati i servizi attivi, il loro funzionamento e alcuni vantaggi tipici di uno sportello online: la possibilità di raggiungere più persone, la continuità del servizio, la tracciabilità delle richieste e la facilità di aggiornare contenuti quando cambiano norme, incentivi o condizioni di mercato. Ho condiviso anche i risultati raggiunti dal lancio ufficiale e la prospettiva, per il futuro, di adottare un modello misto pubblico-privato quando finiranno i finanziamenti di progetto, per garantire continuità economica.


Dopo le presentazioni, il gruppo è passato al tavolo di confronto e codesign. È emersa subito una domanda condivisa: ha senso creare sportelli dedicati solo alle CER, o è meglio pensare a uno sportello più ampio sull’energia in generale?


L’idea di allargare il perimetro ha un vantaggio evidente: molti cittadini spesso non arrivano con una richiesta “pulita”, ma con bisogni intrecciati (bolletta alta, caldaia vecchia, dubbi sugli incentivi, paura di truffe, condominio bloccato). Uno sportello troppo specialistico rischia di essere utile solo a chi è già informato. Dall’altra parte, però, uno sportello “su tutto” può diventare ingestibile se non definisce confini chiari: cosa risponde, cosa non può rispondere, quando indirizza ad altri servizi, con quali tempi.


Su questo si è innestata l’obiezione più concreta: come si finanzia uno sportello di questo tipo? E, se si pensa a un presidio fisico, dove si trova lo spazio e chi lo gestisce?

In risposta, è stata portata l’esperienza di quattro Comuni dell’area che avevano creato un proprio OSS con un ufficio in ciascun municipio, finanziandolo con fondi comunali. È un esempio utile perché mostra che la strada “pubblica al 100%” è possibile, ma apre anche un altro tema: non tutti i Comuni hanno lo stesso margine di bilancio, e replicare quel modello ovunque potrebbe creare disuguaglianze territoriali.


Il confronto si è concluso con un breve dibattito su tre nodi operativi: se e come si possano usare i siti comunali, a chi chiedere l’integrazione tecnica per attivare la funzione di sportello e quanto sia necessario formare personale che possa rispondere ai cittadini in modo affidabile.


Questo incontro ha messo sul tavolo una direzione condivisa: lo sportello serve, e può diventare uno strumento concreto per avvicinare la transizione energetica ai cittadini. La scelta vera, ora, è tra modelli diversi che hanno ciascuno vantaggi e rischi: pubblico, misto, fisico, online o ibrido. E la domanda da tenere al centro non è “qual è il modello perfetto”, ma “quale modello è sostenibile qui, con queste risorse, senza perdere fiducia e accessibilità”.


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